La cura dei piccoli: 10 parole-chiave

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Ecco le parole-chiave, che sono al centro dei pensieri nei nostri Nidi in famiglia.

1 Amore

“L’amore è il bisogno primario dell’individuo, dalla sua assenza derivano tutte le varie problematiche mentali”, afferma W. Reich.

La relazione madre-bambino è fondata sull’amore, che risponde ad un bisogno naturale e vitale, il cui soddisfacimento influenza la salute fisica e mentale, la felicità del bambino e futuro adulto.

Per questo il bambino piccolo deve godere nel nido in famiglia di contatto fisico, coccole, essere preso in braccio, portato con la fascia.

Come dice J. Korczak, “l’atteggiamento dell’educatore è amore incondizionato”!

2 Autonomia

“Aiutami a fare da solo!” è ciò che, secondo Maria Montessori, ogni bambino chiede silenziosamente agli adulti, richiamandoli a non interferire con l’impazienza al suo personale percorso maturativo.

Ma a fornire gli aiuti opportuni, nei tempi opportuni, come risposta ai suoi continui e differenti bisogni.

Un impulso vitale naturale spinge il bambino ad agire per conoscere ed apprendere attraverso la personale esperienza.

L’adulto è tenuto a non deviare tale impulso, bloccarlo o stimolarlo, ma semplicemente a seguirlo, favorendo il suo spontaneo dispiegarsi.

3 Fare

Il noto principio del “learnign by doing” di J. Dewey è fondamentale per il bambino:

i piccoli possiedono un’intelligenza senso-motoria, fino a 2 anni circa, e preconcettuale fino al termine della frequenza al nido, analogica e irreversibile.

Per giungere a combinare delle operazioni, è necessario che abbiano manipolato, agito, sperimentato su materiali e oggetti.

4 Imitazione

I piccoli sono dei grandi imitatori, per loro ripetere le azioni degli adulti è una cosa importante, che li appaga e fa parte del loro processo di crescita globale.

Rudolf Steiner ci ricorda:

“Due sono le parole magiche che indicano in che modo il bambino entra in rapporto con l’ambiente. Esso sono: imitazione ed esempio…Quello che avviene nell’ambiente fisico il bambino lo imita, e mediante l’imitazione i suoi organi fisici si plasmano nelle forme che poi permarranno.

L’ambiente fisico va considerato nel senso più ampio che si possa pensare di esso fa parte non soltanto quello che materialmente accade intorno al bambino, ma anche tutto quello che si svolge intorno a lui, che può venire percepito dai suoi sensi ed influire, dallo spazio esterno, sulle sue forme spirituali, comprese tutte le azioni morali o immorali, sensate o stolte che egli può vedere.

5 Liberta’

Secondo la Montessori, ” i piccoli rivelano se stessi solo quando sono lasciati liberi di esprimersi, non quando vengono coartati da qualche schema educativo o da una disciplina puramente esteriore”.

Guidato da un educatore umile e discreto, il bambino impara ad autoregolarsi, ad esprimere se stesso, a dispiegare le sue potenzialità creative e i suoi talenti, nell’ottica di formare “un’umanità libera e affratellata”.

6 Manualita’

Per Maria Montessori:

“La mano è quell’organo fine e complicato nella sua struttura, che permette all’intelligenza non solo di manifestarsi, ma di entrare in rapporti speciali con l’ambiente.

L’uomo prende possesso dell’ambiente con la sua mano e lo trasforma sulla guida dell’intelligenza, compiendo così la sua missione nel gran quadro dell’universo.”

La possibilità per i piccoli di toccare, sperimentare, creare, modificare l’ambiente, costruire, lanciare, rompere con le loro mani è quindi un’esperienza completa di grande valore per una crescita globale sana nei primi tre anni di vita.

7 Movimento

Il movimento dei bambini piccoli è fonte di salute ed è intimamente connesso con la loro crescita psichica. Attraverso il corpo il bambino prova sensazioni, esprime se stesso e comunica con l’ambiente.

I piccoli devono, quindi, potersi muovere liberamente in spazi sufficientemente ampi e sicuri.

Quando un bambino muove i suoi primi passi, il suo sguardo, la sua postura, i suoi tentennamenti e le sue sicurezze, ci dicono molto di come si muoverà nel mondo da adulto.

8 Ritmo

I piccoli vivono immersi in un tempo circolare, ritmico e ripetitivo, crescono con l’intento spontaneo di armonizzare i loro ritmi interiori vitali, come il respiro, il battito cardiaco, il sonno e la veglia, con i ritmi esteriori della giornata.

La mamma di giorno favorisce questo processo organizzando la giornata con una scansione temporale stabile, che rispetta i bioritmi naturali dei piccoli, proponendo filastrocche e canzoncine, che a loro volta portano una ritmicità, favorendo esperienze sonore e musicali.

Un esempio sono le scatole musicali del maestro Sergio Liberovici, realizzate con gli elementi naturali: l’acqua, le pietre, la carta, il metallo e il legno.

Come ci ricorda Giulio Castagnoli “la musica è da sempre dentro tutti noi, sin da quando siamo bambini, addirittura in fasce”, è la musica intesa come vibrazione della vita!

9 Sensi

I piccoli per Rudolf Steiner, sono  “organi di senso”, totalmente aperti alle impressioni dell’ambiente circostante, che danno forma alla loro struttura psico-corporea e lentamente mettono il corpo in grado di diventare uno strumento per la persona conscia e attiva.

E’ importante la cura dei sensi intesa come preparazione dell’ambiente, in cui il bambino può sviluppare un’esplorazione varia, libera e spontanea.

Questo significa contribuire alla costruzione di un’idea di sé sicura, improntata all’auto-efficacia e finalizzata al rinforzo constante dell’autostima.

10 Unicita’

Il riconoscimento e il rispetto dell’identità personale di ogni bambino, del suo essere unico e speciale, è un obiettivo primario nel nido in famiglia. L’individualità di ogni bambino è formata dalla sua storia, iniziata in gravidanza, dal contesto familiare, socio-culturale, linguistico, religioso, dal suo stile cognitivo, dal temperamento, dai suoi punti di forza e debolezza, dal suo genere.

Il bambino nella sua unicità, quindi, fin dalla nascita, attiva naturalmente e spontaneamente un processo di sviluppo, che si manifesta secondo percorsi graduali e differenti per ognuno nei tempi e nei modi.

L’adulto può solo “meravigliarsi” di fronte ai progressi compiuti da ogni bimbo nella sua particolare storia biografica e accompagnarlo con rispetto e dedizione.

 

Da “Linee pedagogiche dei nidi in famiglia”, Dott.ssa Elena Sanzovo

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