Una mamma racconta…il suo bimbo nel nido in famiglia

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IMGP0020Mi chiamo Barbara e ho un figlio di 22 mesi, Lorenzo.
Da quando aveva 12 mesi frequenta un nido in famiglia, la Casa di Lu, prima di conoscere Luigina non sapevo dell’esistenza di queste realtà, e quando ho iniziato a pensare a come gestire la cura di Lorenzo nel momento in cui fossi tornata a lavorare, mi veniva l’ansia solo all’idea di lasciarlo in una struttura…avrei sicuramente optato per una baby sitter, e poi, miracolosamente, conosco Luigina e il suo lavoro…
Avevo trovato la soluzione, quella giusta che promettevo a mio figlio e che cercavo fiduciosa.
Perché un nido in famiglia? Perché i bimbi vivono in un contesto a loro più familiare, sono in una casa, più o meno come la loro, l’ambiente è accogliente e a loro misura, sono al massimo in 4  pertanto sono seguiti tutti in modo attento, le educatrici riescono a mixare una gestione collettiva che però tiene conto delle diversità caratteriale dei bimbi, i ritmi sono soft, la giornata è impostata, ma facile da riprogrammare, il cibo è naturale, fresco e sano. Luigina è il sole fatto persona, competente e professionale, di un calore con i bimbi e di una serenità che mi hanno fatta sentire sempre sicura di lasciare Lorenzo in mani fidate… è  a lei che mi rivolgo per consigli e, avendo scelto con cura la sua persona, condivido il suo stile di approccio con i bambini,  e quindi spesso il lavoro che fa la mattina lo proseguo nel pomeriggio, come una squadra.
Non ho mai lasciato Lorenzo in preda a una crisi di separazione, sono anche certa che se dovesse avere delle crisi di pianto inconsolabili, Luigina mi chiamerebbe all’istante…. ma non è mai, per ora, successo.
Ho visto man mano che il suo nido si animava, arrivare gli altri bimbi e la stupefacente velocità con cui si sono ambientati ( e non adattati). Sono quasi sempre l’ultima a portare Lorenzo e quando varco la soglia di casa, c’è allegria dipinta sui visi di tutti gli altri bimbi, si sente l’odore della tisana del benvenuto, il pomodoro fresco preparato per il pranzo, e Lorenzo che va ad accendere la musica…c’è la frase di benvenuto. Tutto questo mi fa capire che loro, i bimbi, sono al centro dell’attenzione delle cure di Luigina, cure materiali, ma soprattutto spirituali, perché i bimbi sono persone delicate e complesse, da rispettare. Non serve il rimprovero se si imparano altri strumenti di comunicazione, e laddove occorra è fatto con estremo rispetto e amorevolezza.
 …E  vuoi o non vuoi, la fiducia deve passare dalle mamme per arrivare ai figli….e Luigina ci riesce pienamente, perchè le stesse attenzioni le riversa alle mamme e alle loro preoccupazioni.
 

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