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Una mamma racconta…il suo bimbo nel nido in famiglia

Una mamma racconta...il suo bimbo nel nido in famiglia

Mi chiamo Barbara e ho un figlio di 22 mesi, Lorenzo.
Da quando aveva 12 mesi frequenta un nido in famiglia, la Casa di Lu, prima di conoscere Luigina non sapevo dell’esistenza di queste realtà, e quando ho iniziato a pensare a come gestire la cura di Lorenzo nel momento in cui fossi tornata a lavorare, mi veniva l’ansia solo all’idea di lasciarlo in una struttura…avrei sicuramente optato per una baby sitter, e poi, miracolosamente, conosco Luigina e il suo lavoro…
Avevo trovato la soluzione, quella giusta che promettevo a mio figlio e che cercavo fiduciosa.
Perché un nido in famiglia: perché i bimbi vivono in un contesto a loro più familiare, sono in una casa, più o meno come la loro, l’ambiente è accogliente e a loro misura, sono al massimo in 4 pertanto sono seguiti tutti in modo attento, le educatrici riescono a mixare una gestione collettiva che però tiene conto delle diversità caratteriale dei bimbi, i ritmi sono soft, la giornata è impostata, ma facile da riprogrammare, il cibo è naturale, fresco e sano. Luigina è il sole fatto persona, competente e professionale, di un calore con i bimbi e di una serenità che mi hanno fatta sentire sempre sicura di lasciare Lorenzo in mani fidate…

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Da dove viene il bambino

Da dove viene il bambino

Noi uomini abbiamo il compito di prendere il piccolo fra le nostre braccia quando varca la porta della nascita e di vegliare su di lui nei primi anni di vita, affinché possano liberarsi le forze vitali che preesistono nella sua interiorità, consapevoli che ogni bambino nasconde nel suo cuore una stella che farà brillare nel nostro mondo, se noi gli permetteremo di crescere sano e libero.
Occuparsi di un bambino piccolo è un compito impegnativo, di grande valore e responsabilità, sia come genitori sia come educatori abbiamo il dovere di svolgere questo compito con la massima dedizione, consapevoli che, nella nostra qualità di rappresentanti dell’umanità, siamo responsabili di ogni bambino nato su questa Terra, non soltanto dei nostri figli biologici. Colui o colei che si occupa di un bambino piccolo, non può fare riferimento a regole educative o principi teorici, deve avere piuttosto fatto proprie tutte le buone conoscenze in campo pedagogico per la crescita e l’autoeducazione di se stesso, sforzandosi di stare accanto al bambino in ogni attimo della giornata, come una persona “adulta e matura”, ricolma di buoni sentimenti, di idee morali e di elevato valore umano, sempre in contatto col mondo soprasensibile. (da “I mondi si incontrano in un nido”, 2010, Elena Sanzovo, Ed. Aedel)

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