L’importanza di tramandare i racconti orali ai bambini

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L’importanza di tramandare i racconti orali ai bambini

Oggi facciamo un salto nel passato…prendiamoci un momento per noi, chiudiamo gli occhi e proviamo a ricordare quando i nostri genitori, i nostri nonni o le nostre maestre ci raccontavano una storia…
Quali sensazioni proviamo?
Ricordate ancora il calore e l’emozione di quegli istanti?
Quei momenti unici di condivisione, se vissuti e compiuti con amore, hanno scavato un segno in ognuno di noi. Costituiscono un prezioso dono che porteremo per sempre nel nostro bagaglio.

E allora facciamo questo dono ai nostri bimbi, regaliamogli questi momenti, creiamo con loro questi rituali speciali.

Quando raccontiamo al bambino una storia gli diamo la possibilità di creare da se un’immagine di quello che sta ascoltando, senza influenzarlo con delle immagini già esistenti, come nel caso della televisione. Quindi è davvero importante che fin da piccoli incoraggiamo questa pratica.


Tramandare i racconti orali è importante non solo per mantenere in piedi il patrimonio culturale collettivo ma anche per avvicinare i bambini ai primi grandi insegnamenti di vita. Significa dare loro un importante strumento per decifrare la realtà, per dare un senso ai loro stati interiori, talvolta anche stressanti. Mantenendo il giusto distacco e grazie a un processo di immedesimazione, i bambini elaborano ansie e paure e diventano capaci di superarle con coraggio e sicurezza. Essi imparano il senso di giustizia e ingiustizia e la differenza tra bene e male.
Questi racconti restano fissati in una memoria antica e i valori e gli insegnamenti che contengono accompagneranno i bambini nel corso di tutta la loro vita.

A ogni eta’il suo racconto

Naturalmente occorre valutare cosa raccontare in base all’età.

  • Con i piccolissimi possiamo iniziare con semplici ninnenanne o canzoncine, che consolidano il legame con l’adulto di riferimento, rilassano e creano benessere psicofisico.
  • Con il crescere dei bambini possiamo passare alle filastrocche, che grazie alla loro musicalità e al loro ritmo stimolano l’attenzione, la memoria, il linguaggio, la creatività, le emozioni e possono accompagnare un certo momento della giornata, quindi consolidare la routine.
  • Verso i 3/4 anni possiamo arrivare al racconto di fiabe o favole se lol


“Le fiabe sono per l’anima un tesoro, quel che danno allo spirito sussiste oltre la morte e , in altre nostre vite terrene, porterà i suoi frutti”

Con queste parole Steiner sottolineava l’importanza del raccontare le fiabe ai bambini. In particolare, egli sosteneva che le fiabe andassero raccontate a partire dai quattro anni e possibilmente al crepuscolo, quando si è in una fase sognante rispetto all’inizio della giornata in cui si è attivi.

Le fiabe stimolano la fantasia, allenano la memoria, arricchiscono il lessico, permettono di metabolizzare ed esorcizzare le paure, danno una chiave di lettura per interpretare i comportamenti, favoriscono il ragionamento e il pensiero astratto.

Qualche piccolo suggerimento per noi grandi:

  • Scegliamo un posto tranquillo per raccontare una storia ai bambini, senza troppi stimoli che li possano distrarre
  • Raccontiamo parlando con lentezza e partecipazione, dando il giusto spazio alle pause
  • Raccontiamo la stessa storia tutte le volte che i bambini ce lo chiedono: questo darà loro sicurezza
  • Non modifichiamo o censuriamo il racconto. Come abbiamo spiegato sopra, i bambini elaborano i loro stati d’animo anche grazie ai passaggi che possono sembrarci spaventosi e imparano che c’è sempre una strada per superare le difficoltà e le paure.

Ecco alcuni esempi di filastrocche che possiamo raccontare ai più piccoli

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